Gli interesi britannici sulla Libia. Parte I

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PREM 8/1231

TOP SECRET, 21 APRILE 1948

“IL FUTURO DELLE EX COLONIE ITALIANE”

Nota: la circolazione di questo documento è strettamente limitata ed è destinata all’uso personale del primo ministro

Dal momento che la Gran Bretagna non è riuscita ad ottenere i vantaggi strategici di cui necessita in Egitto e in Palestina, la Cirenaica ha assunto un’importanza strategica vitale.

Si tratta infatti di una base dalla quale potremmo iniziare un’azione aerea strategica fin dall’inizio di un eventuale conflitto, nonché un’area dalla quale poter inviare rapidamente truppe inglesi in difesa dell’Egitto e della Palestina. […].

Al fine di soddisfare le sue necessità strategiche in Cirenaica, è quindi auspicabile che la Gran Bretagna ottenga il governo fiduciario dell’intera Libia. […] La nostra capacità di mantenere un forte controllo sul Medio Oriente subirà un collasso, a meno che non riusciamo ad ottenere delle basi strategiche in Cirenaica. Da questa area, infatti, saremmo in grado di rientrare rapidamente in Egitto nell’eventualità di una guerra.

Di conseguenza, il ritorno degli italiani in Cirenaica è un tema assolutamente fuori discussione. Inoltre, sostenere il ritorno della Tripolitania all’Italia sarebbe un evento contrario all’idea araba di una Libia unita. Ci giocheremmo così l’amicizia e il rispetto del mondo arabo e degli abitanti della stessa Cirenaica. Sarebbe poi collocata in serio pericolo la nostra posizione strategica in Medio Oriente. […].

In conclusione, il ritorno della Libia all’Italia contrasta con le nostre necessità strategiche vitali. […].

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PREM 8/1478

TOP SECRET, 10 NOVEMBRE 1949

“IMPLICAZIONI STRATEGICHE DI UNA LIBIA INDIPENDENTE E UNITA”

COMANDO SUPREMO DELLE FORZE ARMATE, GRAN BRETAGNA.

Al giorno d’oggi, il futuro della Libia, e dei territori che maggiormente la compongono, la Cirenaica e la Tripolitania, è a una svolta. Sembra che il futuro della Libia sarà presto deciso dall’Assemblea dell’Onu. […].

Come risultato dell’attuale incertezza in merito al futuro della Libia, sembra che la nostra politica estera nella sua totalità, e di conseguenza le nostre politiche strategiche, siano anch’esse ad una svolta. In Gran Bretagna, ci sono sempre state persone che, per un motivo o per l’altro, hanno spinto perché rinunciassimo ai nostri interessi e alle nostre responsabilità in quell’area del mondo. […].

In tali circostanze, il Comando supremo delle Forze armate ritiene che sia suo dovere ribadire gli aspetti strategici della questione. […].

Al giorno d’oggi siamo ancora una potenza mondiale […] e siamo convinti che la posizione privilegiata di cui godiamo […] sia direttamente collegata ai nostri possedimenti in Medio Oriente. Se noi vi rinunciassimo, automaticamente rinunceremmo al nostro status di potenza mondiale. […].

Il Medio Oriente è l’area in cui l’espansione russa sarebbe più facile. […] Se noi venissimo meno alle nostre responsabilità, si creerebbe un vuoto ed è certo che la Russia finirebbe per riempirlo, prima o poi. Se la Russia si stabilisse in Medio Oriente, il suo potere e la sua influenza finirebbero per dominare il mondo musulmano, espandendosi poi a Pakistan, India e all’intera Africa. […].

Se la Russia guadagnasse il controllo di quest’area vitale, […] l’evento si rivelerebbe fatale alla nostra sicurezza. […] Dal punto di vista strategico, la Gran Bretagna non potrebbe sopravvivere in tempo di pace se le risorse petrolifere mediorientali le fossero tolte. […]. Nessun territorio della sponda sud del Mediterraneo dovrà cadere sotto il controllo o l’influenza di una potenza ostile alla Gran Bretagna. […] Dobbiamo inoltre conservare il diritto di mantenere in Cirenaica una parte sostanziale delle nostre truppe in Medio Oriente. […].

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“IL PETROLIO IN LIBIA” (NOTA DELLA SIGNORA HEDLEY-MILLER, FOREIGN OFFICE, LONDRA), 27 GENNAIO 1958, T 236/5864.

Il 27 dicembre 1957, una controllata della “Standard Oil Company/New Jersey” ha individuato del petrolio nei pressi del confine con l’Algeria. Si tratta di un evento incoraggiante dopo appena 18 mesi di sondaggi. […] Tuttavia, è impossibile dire qualcosa di definitivo in merito alle prospettive della Libia come paese produttore di petrolio. […] E’ infine da rilevare che i libici non hanno garantito alcuna concessione petrolifera agli italiani. Il nostro ambasciatore ha appreso “da una fonte molto autorevole” che ciò è dovuto all’avversione personale di re Idris nei confronti degli italiani. Si ritiene che il signor Mattei si sia molto arrabbiato.

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“IL PETROLIO IN LIBIA”, NOTA DEL FOREIGN OFFICE (LONDRA) REDATTA DA J. WATSON, 12 MAGGIO 1959, SEGRETO, FO 371/138785.

[…] La scoperta del petrolio in un paese a Ovest di Suez, dove circola la sterlina, è un elemento che suscita l’interesse economico e strategico della Gran Bretagna. Ed è un fattore di ovvia importanza politica. Di conseguenza, ci preoccupa il futuro del regime libico per le implicazioni in merito ai nostri interessi strategici. Il petrolio accrescerà il nostro interesse verso la Libia. […].

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DA HAROLD CACCIA (AMBASCIATORE BRITANNICO A WASHINGTON, STATI UNITI D’AMERICA) AL FOREIGN OFFICE (LONDRA), 21 MAGGIO 1959, SEGRETO, PREM 11/2743.

La Standard Oil Company/New Jersey ha comunicato al Dipartimento di Stato americano di essere certa che in Libia si trovano grossi quantitativi di petrolio di alta qualità. […] Stando al Dipartimento di Stato, “la Libia ha vinto il suo jack-pot” [a Bir Zelten, in Cirenaica, 200 miglia a Sud di Bengasi].

E’ chiaro che tale notizia avrà conseguenze profonde sulle valutazioni di Gran Bretagna e Usa in merito al futuro della Libia e alle nostre politiche in loco.

Il governo libico non è ancora stato messo al corrente della notizia, ma lo sarà alla fine di questa settimana. Il Dipartimento di Stato stima che la prospettiva dell’indipendenza finanziaria potrebbe dare alla testa del governo libico, una volta che questo avrà realizzato il significato della scoperta. […].

(documenti rintracciati e tradoti da Mario J. Cereghino, prresenti in copia degli originali britannici presso l’Archivio Casarrubea- Partinico)

Informazioni su casarrubea

Ricercatore storico. E' impegnato da anni in studi archivistici riguardanti soprattutto i servizi segreti italiani e stranieri. Ha pubblicato i risultati delle sue indagini con le case editrici Sellerio e Flaccovio di Palermo, Franco Angeli e Bompiani di Milano.
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2 risposte a Gli interesi britannici sulla Libia. Parte I

  1. Alessandro Mazzi ha detto:

    Ottima divulgazione.

  2. I documenti pubblicati ci danno la chiave, per capire i motivi che hanno indotto le potenze europee e gli USA a liquidare GHEDDAFI. Una Libia indipendente nuoce agli interessi di questi Stati.

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